Come vestire i bambini anche d’inverno per il loro migliore sviluppo psicofisico

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Spesso scegliamo tutine e vestiti dei nostri bimbi guardando tante cose diverse: se ci piacciono, che decorazioni hanno, colori, comfort, tipo di tessuto, prezzo, taglia… ma sapevi che la scelta del loro abbigliamento può essere molto importante anche per il loro sviluppo e tappe psicofisiche?
Soprattutto d’inverno i bambini possono essere infastiditi da vestiti, cappottini, guanti o cappellino… Ecco alcune idee da tenere presenti durante gli acquisti o quando ricevete regali.
La prima cosa è scegliere capi che offrono libertà di movimento.
Spesso le stoffe pesanti non sono tanto calde. Date la precedenza alle stoffe naturali, che fanno respirare la pelle e trattengono il calore del proprio corpo. Tenete le vostre case calde (ma non esagerate! La temperatura ottimale in una casa con un bimbo piccolo è 18°-20°, non di più) e indossate l’abbigliamento più scomodo e pesante solo quando andate all’aperto.
Di seguito un elenco di ciò che considero restrittivo. Usate i seguenti capi in modo consapevole.
Tuta: le tanto amate tutine sono carine, ma quando gattona un bambino vuole portarsi al di fuori del suo piccolo spazio personale. Attenti ai tentativi di gattonare dentro la tuta! Il movimento di strisciare comincia dall’alluce, che deve essere libero di poggiare a terra, attivare tutta la caviglia e spingere via dal pavimento.
Calze e calzini: Avere i piedi coperti è come indossare dei guanti. Nel momento del gioco è importante avere piedi (e mani!) liberi. I bambini utilizzano i piedi per toccare, misurare ed esplorare il mondo molto più frequentemente di noi adulti (purtroppo per noi!) Le estremità del corpo hanno un ruolo fondamentale nello sviluppo del sistema nervoso periferico. Con le mani e i piedini liberi una vasta gamma di riflessi viene attivata e così i bambini imparano a prendere e rilasciare oggetti, portarli a se o spingerli via. Sono un potente istrumento di espressione e scelta!

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D, 40 giorni di vita, risponde al mio tocco attivando il riflesso plantare.


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Cappuccio: non è affatto d’aiuto quando il bambino sta imparando a rotolarsi. Quando è sdraiato sulla schiena e il cappuccio è all’indietro spesso rimane sotto le spalle o il collo e può causare sconforto e disallineamento. Trovarsi sulla linea mediana del corpo è la chiave del rotolamento. Anche se indossato correttamente il cappuccio può limitare il campo visivo e la percezione dell’ambiente circostante poiché il bambino gira la testa dentro il cappuccio ma il cappuccio spesso non si gira!
Vestiti lunghi: i bambini che strisciano come soldatini, si mettono a quattro zampe o gattonano devono avere le ginocchia libere! Con i vestiti lunghe la vostra bambolina rischia di rimanere con le ginocchia intrappolate e cosi non andrà molto lontano! Anzi, potrebbe infastidirsi e smettere di provare.
Jeans, pantaloni di velluto o altre stoffe più pesanti: possono ostacolare l’articolazione dei movimenti, ovvero, piegare le ginocchia, muovere in tutte le direzioni il bacino e la vita, e rendere più difficile lo strisciare, il gattonamento, lo stare seduto, l’inginocchiarsi, ecc.
Pannolini: il fasciatoio è spesso un luogo divertente proprio perché i bambini nudi amano sgambettare liberamente. I pannolini fuori misura, troppo piccoli o troppo grossi, possono ostacolare il movimento. Il pannolino occupa uno spazio tra le gambe che impedisce il loro allineamento con il bacino. Prolungate  per quanto possibile il momento del cambio del pannolino, e perché no, prendetelo come un tempo di gioco e coccole, anche d’inverno.
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Questa mamma è contenta di vedere la sua bimba a gattoni, ma guardate la posizione delle sue gambe e le mani che non fanno presa a terra. Non sembra proprio a suo agio, vero?


Permettetevi di giocare sul pavimento con il vostro bambino e accompagnarlo nella sua esplorazione motoria.
E mentre lo fate, chiedetevi: i miei vestiti limitano i miei movimenti?
Se anche tu ti senti limitata, prova a pensare come si sente un bambino che sta ancora imparando a usare bene il suo corpo!

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Angélica Costa ©, SME, IDME*,
psicologa e psicomotricista laureata in Brasile ed educatrice del Movimento in Età Evolutiva, conduce gruppi di educazione al movimento e corsi per mamme dal baby massaggio ai laboratori ludico-espressivi fino a 3 anni, e tiene consulenze individuali per bambini con problematiche particolari

presso Latte&Coccole

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